venerdì, marzo 09, 2007

Addio Radio de l'ART



Niente da fare, Radio de l'ART non c'è l'ha fatta a sopravvivere. Evidentemente era una radio scomoda, era una radio libera, rivoluzionaria e per questo inaccettabile per qualcuno.
Il mondo non è ancora pronto forse...comunque
Addio Radio de l'Art, addio!
Non ti dimenticheremo mai

domenica, marzo 04, 2007

Tumbala tumbala tumbalalaika


Segnalo questa canzone "Tumbalalaika" di Andrea Guerra dal film Prendimi l'anima.

Ascoltatela e fatemi sapere

giovedì, marzo 01, 2007

Comunicazione di servizio


Radio de l'ART, come promesso, è tornata.
Ma i problemi tecnici di trasmissione incombono.
Speriamo che duri.

Tutti contro Saturno contro

C’è un bel pianosequenza di Pasoliniana memoria dove Accorsi insegue la Ferrari fino al loro nido d’amore. Bello si, ma che c’entra? Tutto intorno ansima un film di una noia mortale, fatto di stereotipi costruiti su misura per compiacere un pubblico inebetito. Le tematiche in voga ci sono tutte: Coppie gay, eutanasia, droga, coppie in crisi, quarantenni allo sbando: tutte rigorosamente e sapientemente toccate e mai approfondite. Lo sguardo superficiale che ne consegue è pure insopportabilmente ben girato. Il regista ci sa pure fare, sa muovere la macchina da presa e allentare il ritmo quando serve, ma questo lo rende ancor più inguardabile. Tanta fatica per cosa? Il cast poi è totalmente allo sbando. Potrei insultarne uno per uno ma non mi dilungo: paradossalmente la più simpatica risulta la Angiolini che, alle prese con una macchietta, fa ridere da quanto fa pena. Da segnalare assolutamente anche i bambini che, come va tanto di moda ora nel cinema italiano, parlano verosimilmente come Freud e infondono più ansia e delirio esistenziale dell’opera omnia di Strimberg. La storia e i dialoghi brancolano nel buio. Il tentativo sarebbe quello di creare un film corale ma il risultato è un disastro. Il regista si ritrova ad avere in mano un manipolo di personaggi che non sa dove mettere e come muovere. Quando è il momento poi per Ozpetek di trovare un finale a questo sfacelo l’appiglio più vicino a cui aggrapparsi è sicuramente quello dell’affetto ritrovato tutti insieme stile “Il grande freddo”. Vincono però come al solito solo i buoni sentimenti, quelli della peggior fattura naturalmente. Se andate al cinema sedetevi vicino all’uscita: mi ringrazierete per questo consiglio quando finalmente arriveranno i titoli di coda e potrete correr fuori a respirare. Un film che, pare incredibile, fa quasi rimpiangere Muccino, e con questo ho detto tutto.

martedì, febbraio 27, 2007

RESPIRO




Grazia è la giovane madre di un'adolescente e di due ragazzi. Personalità bizzarra e affettuosa, canta le canzoni di Patty Pravo e cerca di rendere felici quelli che ama: suo marito, i suoi figli e i suoi cani. Ma il villaggio non sopporta la sua spensieratezza e la sua libertà. Pietro, suo marito, subisce la pressione della comunità e decide di mandarla a Milano.
Pasquale, suo figlio di 13 anni, solo contro tutti, troverà il modo di proteggerla...

Film uscito nel 2002, interamente girato a Lampedusa, rappresenta uno spaccato della vita lampedusana di qualche anno fa.In questo micromondo selvatico sensuale e tremendamente azzurro, in cui la modernità è un accessorio che poco intacca codici secolari di comportamento sociale, vive una donna che assomiglia alla sua isola per essere ventosa e un po’ selvaggia, ma non assomiglia alla sua gente, che la considera pazza, poiché la sua indomita esuberanza non è contemplata nei suddetti codici isolani.

Semplicemente magnetico..

mercoledì, febbraio 21, 2007

info arsenale

Giovedi 22 febbraio alle ore 20.00 all'Arsenale, la proiezione del film Il vento che accarezza l'erba di Ken Loach, sara' preceduta dalla lettura dal vivo del racconto di Frank O'Connor Guests of the Nation, da parte di Elizabeth MacDonald.
Prosegue con questo secondo appuntamento la rassegna sul cinema e le arti, una riflessione tra arte riprodotta e arte dal vivo che questa volta propone il racconto di uno scrittore che aveva il raro dono di sapere ascoltare le voci delle persone, sapeva immedesimarsi nei loro piccoli e grandi drammi sforzandosi di comprenderle anche se erano lontane dal suo modo di vedere e sentire.
Frank O'Connor aveva il pregio intellettuale e umano di coltivare il metodo del dubbio. Lo coltivò rigorosamente e coerentemente non solo nei racconti di preti, bambini, donne, anziani, ma anche in quelli della guerra civile. Nei suoi racconti sulla guerra civile si coglie una coraggiosa autocritica secondo cui anche le cause giuste (vedi il racconto Ospiti della Nazione) contengono il male incurabile della mistificazione e del tradimento dei loro principi quando ricorrono allo strumento dell'azione militare. I personaggi, per quanto nobili siano i loro ideali, non vengono descritti come eroi perché O'Connor è consapevole che essi agiscono sulla spinta emotiva, non quella razionale.
Ken Loach con il suo film rivisita l'Irlanda degli anni '20 e la guerra civile attraverso il destino di due fratelli rivali, indagando le dinamiche che conducono una persona dotata di cultura e di valori ad impugnare le armi per difendere i deboli contro le prevaricazioni di un Impero.
Il Damien di Loach potrebbe diventare un tranquillo borghese; si troverà invece a confrontarsi su sponde opposte con il proprio stesso sangue. "È facile sapere contro cosa si combatte. Più difficile è sapere in cosa davvero si crede" scriverà. Loach ne è consapevole e in questo film più che mai finisce con l'interrogarsi sulle ragioni degli uni e degli altri.

Comunicazione di servizio





Purtroppo, per problemi tecnici, Radio de l'ART sarà inattiva fino a Marzo.
Lo so, sarà dura farne a meno, ma fatevi coraggio.

martedì, febbraio 20, 2007

Primo Amore



Non volendo anticipare nulla, mi limito a consigliarvi questo film che mi è piaciuto davvero tanto! Dal titolo si preannuncia chiaramente una storia d'amore, forse dai toni sdolcinati.. in realtà non è assolutamente così. Qui si parla di un amore profondo, un amore viscerale, che supera le viscere e arriva fino alle ossa... buona visione!

sabato, febbraio 17, 2007

Bulimia sessuale

E' indicata come un vizio morale, ma in realtà rappresenta una nuova forma di perdita di controllo, in cui l'oggetto di godimento è semplicemente spostato dal cibo al corpo erotizzato.
Si tratta di un desiderio "eccessivo" non tanto per la quantità, ma per la scarsità della soddisfazione che si trae dalle esperienze. Come nella bulimia alimentare, il sesso qui non è fonte di piacere, ma di gratificazione ad altri livelli.
Altre forme di bulimia "non alimentari" sono già studiate da anni e curate a livello specialistico (il gioco d'azzardo, l'alcolismo, ecc), ma questa nuova forma non aveva ancora trovato in Italia una risposta clinica e una dignità di sofferenza mentale che necessita di cure psicologiche.