Metodico rito sconvolto talvolta da umide lacrime,
pari stanco di fronte al tuo tormento
ma non sganci la presa
resti appeso
alla nave che sospinge il tuo malore
in un torbido fronzolare di pensieri
appesi ancora come panni stesi
alle reti di un cancello un po’ arrugginito dal tempo
dal male
dal dolore
dal sapore
di una violenza ricercata inspiegabilmente voluta e
ti lasci cullare nell’ottica di un cerchio evanescente che ripropone i tuoi più mistici movimenti in modi alquanto astrusi.
Odo nere macchie di fumo che si avviluppano su di me.
Pori trasparenti incrinano i miei sensi,
brividi frantumano gelidi di ghiaccio
una brina cosparsa sulle cavità dei miei ventricoli
nessuno può capire.
sabato, febbraio 10, 2007
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1 commento:
Nel "cerchio evanescente dei miei più mistici, astrusi movimenti" io non voglio perdermi le sfumature, e ce ne sono molte...
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