Un ascolto “impegnativo” non richiede sempre e comunque uno sforzo mentale, non deve essere sempre per forza un sacrificio. Anche l’orecchio andrà educato certo, e sarà necessario procurarsi un adeguato bagaglio culturale. Ma non è detto che debba essere sempre così. A mio parere uno può anche fregarsene. Le cose belle sa riconoscerle chiunque non sia troppo impegnato ad ascoltare le proprio boiate. La musica classica è spesso considerata inavvicinabile, ostica da digerire appena ci si allontana un po’ dai soliti Mozart, Beethoven, Vivaldi, che con
tinuano tra l’altro a pubblicare in edicola in queste collane che tutti iniziano e nessuno finisce. Chi non ha in casa almeno una prima uscita di queste fantomatiche raccolte col cd della Quinta Sinfonia o della Primavera. Per questo voglio consigliare ad esempio un ascolto alternativo, si fa per dire, perlomeno ai suddetti:
E’ vivissimo nelle note del compositore Boemo lo stesso senso di disfacimento e smarrimento del decadentismo Manniano, di quella Venezia che si rassegna ad un ineluttabile epidemia, dove anche un ultimo disperato sogno di bellezza pare oramai irraggiungibile. Provate ad ascoltare e poi dite.
3 commenti:
Proveremo.. una curiosità di chi è questo dipinto?
Egon Schiele
Good words.
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